In questo articolo ti parlo di due macro interazioni tra i movimenti energetici:

  • il ciclo di creazione o di nutrimento, in cui un movimento supporta il successivo,
  • e il ciclo  di controllo, in cui invece uno dei due limita l’altro.

Anche questo articolo, come quello precedente sui cinque movimenti, è teorico-pratico: per mettere subito in azione il metodo ti ho preparato delle domande che ti aiuteranno nel risolvere una questione in cui ti senti bloccata o osservare e conoscere una tua modalità di comportamento.

Ti anticipo che sto organizzando un corso per l’autunno proprio per focalizzare, analizzare e sciogliere questioni in cui ti senti in difficoltà. Scrivimi raccontandomi un po’ di te e io ti contatterò quando inizierà, per spiegarti di cosa si tratta e decidere con te se puoi essere una delle mie prime corsiste!

Da uno a due, da due a cinque

Nell’articolo precedente ti ho presentato i cinque movimenti uno a uno, invitandoti a osservare un aspetto della tua vita dal loro punto di vista, oggi vediamo come si relazionano tra di loro: ogni movimento compartecipa del tutto con gli altri, il suo aspetto influenza l’aspetto degli altri e contribuisce a plasmare la realtà che stai osservando.

Anche se qui osserviamo solo la relazione dei cinque movimenti due a due, è importante ricordare che sono tutti legati tra di loro: uno squilibrio tra due si trasmetterà anche agli altri, indebolendo l’intero sistema. Quando si fa un lavoro di osservazione dei rapporti tra due movimenti, quindi, è importante non perdere di vista l’intero ciclo, perché non è detto che si possa capire immediatamente quali sono i due che hanno dato origine allo squilibrio originale.

Questo, uscendo dalla metafora, vuol dire che le situazioni in cui ci troviamo non sono isolate e non dobbiamo prenderle in considerazione come se non ci fosse altro: dobbiamo osservare anche come ci siamo arrivate e cosa abbiamo intorno a noi.

 

I due cicli illustrati

Il ciclo di creazione (in nero) e di controllo (in bianco) dei cinque movimenti. Immagine da Wikipedia riadattata

Il ciclo di creazione dei cinque movimenti

Nel ciclo di creazione il movimento precedente supporta il successivo supportandolo in un legame di nutrimento.

Come possiamo aiutarci in una situazione di stallo? 

    L’energia Acqua nutre l’energia Legno, così come gli alberi hanno bisogno di acqua per crescere e fiorire.

    Per mantenere l’entusiasmo di una fase Legno hai bisogno di momenti di calma, che ti permettano di tirare il fiato per riprendere a correre. L’energia Acqua ha il compito di farti recuperare le forze, di nutrirti di riposo.

    La calma, il momento in cui aspetti che ciò che deve nascere faccia capolino, ti aiuta anche a creare dello spazio tra i numerosi progetti e le idee, e ti dà la possibilità di osservare ciò che sta emergendo, per capire se vale la pena investirci altre energie.

    Se l’energia Acqua è troppa potresti fermarti sempre e solo all’inizio: non partire mai, restare sempre nella fase progettuale.

    Se la tua energia Acqua è troppo poca, invece, potresti esaurire l’entusiasmo, scaricarti completamente e non riuscire più a entusiasmarti per le nuove possibilità (un esempio estremo è il burnout: momento in cui non hai entusiasmo nemmeno per il progetto più bello).

    Pensa a quando arrivi alle ferie con la lingua di fuori: se anche ti propongono un nuovo progetto l’unica cosa a cui riesci a pensare è “a settembre”: hai bisogno di energia Acqua, cioè di fermarti e recuperare le energie.

      L’energia Legno nutre l’energia Fuoco: per ardere il fuoco ha bisogno di essere costantemente nutrito di legna, altrimenti si spegnerà.

      Quando sei focalizzata verso il tuo obiettivo è importante che tu non perda l’entusiasmo e la vivacità, e che ogni tanto ti prenda una pausa per distrarti e guardarti in giro. Non per perdere la concentrazione, ma per mantenere il contatto con la realtà e poter notare le opportunità che potresti perdere di vista se sempre procedessi a testa bassa in una direzione unica.

       

      L’energia Fuoco è risoluta, va dritta per la sua strada senza guardare in faccia nessuno. Vuole arrivare alla meta costi quel che costi. 

      L’energia Legno la nutre con l’entusiasmo, facendo in modo che questo percorso in linea retta abbia delle piccole deviazioni per divertirsi (che etimologicamente vuol proprio dire deviare), in modo da farti sì arrivare all’obiettivo, ma arrivarci anche felice.

      Se la tua energia Legno nutre troppo arriva la dispersione, la procrastinazione, la difficoltà ad arrivare in fondo.

      Se Legno nutre troppo poco, l’energia Fuoco potrebbe essere così forte e devastante da farti dimenticare tutto quello che hai intorno, comprese le tue emozioni e le sensazioni. Arriveresti alla meta sola e probabilmente non sentiresti nemmeno la felicità di aver raggiunto l’obiettivo.

      L’energia Fuoco nutre l’energia Terra, fertilizzandola con la cenere.

      In momenti di riflessione, quando tendiamo a rimuginare o a voler controllare troppo, ci è d’aiuto una sferzata di energia bruciante, che ci ricordi che vogliamo andare là, e che se continuiamo a girare in tondo non andremo proprio da nessuna parte.

      La determinazione dell’energia Fuoco ti può aiutare a uscire dai circoli del pensiero ossessivo, dandoti una direzione. 

      Quando tendi a voler centralizzare tutto su di te, avere chiaro l’obiettivo a cui tendere ti fa capire cosa devi davvero fare personalmente e cosa invece è meglio delegare.

      Se l’energia Fuoco è troppa può impedire la fase riflessiva, ti fa agire senza prendere contatto con te stessa o tenere in considerazione gli altri.

      Se la tua energia Fuoco nutre troppo poco, invece, potresti tendere a prenderti troppe responsabilità, o a lasciare che siano solamente i tuoi pensieri e le tue riflessioni a dominare il campo, e impedirti di agire.

      L’energia Terra nutre l’energia Metallo, conservando al suo interno i giacimenti di metalli.

      La fase Metallo è il momento in cui un progetto finisce e deve essere chiuso per bene per poterne cominciare un altro. È un momento di bilanci.

      La forza nutritiva dell’energia Terra ti dà energie e forza per guardare al quadro complessivo, mettendo questa conclusione nella prospettiva di un progetto più ampio.

      Se la tua energia Terra nutre troppo, la fase del bilancio può impedirti di considerare chiuso ciò che è finito e mantenerti in una fase intermedia, in cui non riesci ad andare oltre.

      Se Terra nutre poco rischi di perdere la visione di insieme, e fermarti solo alla considerazione che qualcosa è finito: per esempio un progetto, un amore, un lavoro. La malinconia che di solito accompagna questa fase può diventare tristezza e chiusura, e anche questo può rendere difficile lasciar andare quello che non ti serve più, per ripartire libera per un nuovo ciclo.

      L’energia Metallo nutre l’energia Acqua: l’acqua viene trasportata, e quindi accolta, in recipienti di metallo.

      Abbiamo bisogno di essere puliti dalle scorie e dai pesi eccessivi prima di iniziare una nuova avventura: il momento di ritiro in noi stessi ci aiuta ad alleggerirci prima di partire, e a fare spazio al resto del mondo che teniamo sotto il pelo del nostro oceano.

      Prima di iniziare una nuova avventura, che sia un lavoro, un progetto o un rapporto, abbiamo bisogno di non avere troppe zavorre che ci affatichino. L’energia Metallo nutre l’Acqua quando ci aiuta a lasciare questi pesi e procedere nella nostra vita.

      Se l’energia Metallo è troppo forte rispetto a quella Acqua, la tristezza può impedirti di raccogliere le forze che ti servono per i nuovi progetti: ti senti senza energie e le novità non sembrano praticabili. Sei ancorata alla fase precedente.

      Se la tua energia Metallo invece è debole puoi arrivare alla fase Acqua con troppe scorie (ad esempio preguidizi o paure) dall’esperienza precedente, e non riuscire ad essere davvero libera di iniziare. 

      Ci sono certi ambienti lavorativi in cui si usa il metodo “si fa così perché si è sempre fatto così”: non riuscire a liberarsi dalle scorie delle esperienze passate è non vedere ciò che è stato come un’esperienza conclusa da cui trarre insegnamenti per migliorare nel futuro.

      Il ciclo di controllo dei cinque movimenti

      In questo ciclo il movimento che controlla definisce i limiti entro il quale il movimento controllato può esprimersi.

      Cosa ci può essere utile, per evitare che la situazione vada completamente fuori controllo?

        L’energia Acqua controlla l’energia Fuoco: con l’acqua possiamo delimitare il campo d’azione del fuoco, ma anche spegnerlo.

        Hai bisogno di tenere la tua concentrazione e la tua determinazione confinate in uno spazio ben preciso, per non spendere tutta la tua energia in poco tempo, per questo ti serve una forza come l’acqua, che tiene a bada (in potenza) il resto delle tue attività e delle possibilità. 

        Quella di Acqua è una crociata contro il multitasking: se vuoi fare una cosa bene devi fare (quasi) solo quella, altrimenti esaurisci le tue energie o non porti a termine il progetto.

        Se la tua energia Acqua è troppo controllante può spegnere (letteralmente) l’entusiasmo verso l’obiettivo, bloccandoti con la paura (l’emozione collegata a Acqua) o nella fase di progettazione

          L’energia Fuoco controlla l’energia Metallo: con il fuoco forgiamo i metalli, plasmandoli. Troppo fuoco li rovina. 

          L’energia Fuoco è quella che porta la serenità in un momento di malinconia, che ti permette di vedere la vitalità anche nelle situazioni molto difficili e di grande introspezione. Ti aiuta a dare un senso alla tristezza di una conclusione e ti impedisce di chiuderti completamente in te stessa. 

          Se la tua energia Fuoco è troppa, però, potresti esagerare nel buttarti tutto alle spalle per non sentire il dolore, e non darti la possibilità di goderti il momento di malinconia che viene dal chiudere un ciclo.

            L’energia Metallo controlla l’energia Legno: potiamo gli alberi perchè abbiano molti frutti, ma non dobbiamo tagliarli troppo.

            Il grande entusiasmo della fase Legno può essere troppo e disperdersi: con l’energia Metallo puoi controllare questa parte più dispersiva. Puoi fermarti a meditare durante una giornata molto bella e intensa, per lasciare che queste sensazioni sedimentino e germoglino, per esempio.

            Se la tua energia Metallo è molto forte, potresti esagerare con l’introspezione e la tristezza potrebbe coprire l’entusiasmo e la spontaneità che sono fondamentali per affrontare sfide nate da poco.

              L’energia Legno controlla l’energia Terra: le radici degli alberi trattengono la terra e impediscono le frane.

              La Terra è spesso associata al controllo e al pensiero: con l’entusiasmo dell’energia Legno ti puoi lasciar andare e mollare un po’ le briglie del controllo eccessivo o del pensiero ossessivo.

              In un periodo in cui stai rimuginando molto o ti rendi conto che stai cercando di controllare anche situazioni che non avrebbero bisogno della tua supervisione, vai a fare una passeggiata, coltiva una tua passione: trova un modo per giocare.

              Va da sé che se metti troppa energia Legno in una fase Terra il rischio è di buttare tutto all’aria: non entrare nel dettaglio dei problemi, non essere precisa nell’esprimerti o nel presentare le tue soluzioni, arrabbiarti (la rabbia è l’emozione collegata al Legno) invece che ragionare.

                L’energia Terra controlla l’energia Acqua: con la terra costruiamo dighe, deviamo il corso dei fiumi, interriamo torrenti e ruscelli.

                Nei momenti in cui sembra che nulla si stia muovendo, quando c’è tanto in cantiere ma ancora niente di pronto, prendere il controllo della situazione e fare una buona riflessione (per esempio una revisione e una programmazione) possono aiutarti a sbloccarti da una situazione di stallo, facendo ripartire il ciclo.

                Terra ha proprio la caratteristica di tenere tutto assieme e darti la visione generale, che in un periodo o una situazione di incertezza come quelle di tipo Acqua (stai aspettando delle risposte, hai poco lavoro, hai appena concluso una storia importante) è fondamentale.

                Se in questa fase la tua energia Terra interviene in modo troppo intenso ti può impedire di scoprire nuove cose e fare esperienze che non ti aspettavi, perché avevi già tutto programmato per filo e per segno. Da una parte può essere rassicurante (aspetto tipico di Terra, rispetto alla paura di Acqua) ma dall’altra è estremamente limitante e ti impedisce di metterti alla prova, trasformando quella paura in coraggio.

                  In pratica: vuoi sperimentare l’ooservazione dei cinque movimenti in una situazione di stallo nella tua vita?

                  Se non l’hai già fatto ti consiglio di leggere l’articolo sui cinque movimenti.

                  Quando hai finito torna qua e rispondi a queste domande:

                  • Qual è un aspetto della mia vita sul quale voglio riflettere e trovare alternative o soluzioni? 
                    Se è la prima volta che fai questo esercizio comincia con qualcosa di semplice: io porterò avanti l’esempio di Anna, che sta per iniziare un lavoro con un nuovo cliente. Quando inizia nuovi progetti, nonostante siano anni che lavora e sia stimata, ha sempre un po’ di timore di non essere all’altezza
                  • In che fase del ciclo dei cinque movimenti mi trovo rispetto alla questione su cui voglio riflettere?
                    Anna sta iniziando un nuovo progetto: la fase è Acqua

                  Ciclo di creazione

                  • Ora torna al paragrafo in cui il movimento in cui ti trovi per la tua questione viene nutrito e segnati il movimento che in questo momento ti sta nutrendo.
                    Per l’esempio di Anna il paragrafo è quello in cui Acqua è nutrita da Metallo.
                  • Il movimento che mi nutre, fuor di metafora, da cos’è rappresentato?
                    Per Anna Metallo è l’ultimo progetto concluso, la soddisfazione dei clienti, l’esperienza fatta e le nuove competenze acquisite, quali problemi ha risolto e come, gli errori compiuti e da cui può imparare.

                  Ciclo di controllo

                  • Ora vai al paragrafo in cui il movimento in cui ti trovi per la tua questione viene controllato e segnati il movimento che in questo momento ti sta controllando.
                    Per l’esempio di Anna il paragrafo è quello in cui Acqua è controllata da Terra.
                  • Il movimento che mi controlla, fuor di metafora, da cos’è rappresentato?
                    Per Anna Terra rappresenta la pianificazione e il controllo, quindi il business plan del progetto, il piano editoriale e la pianificazione delle azioni dei prossimi mesi.

                  Mettere tutto assieme

                  Ora viene la parte più stimolante, eccoti le domande: 

                  • Cosa mi fa sentire bene in questa fase?
                    Qui ci puoi mettere tutto quello che ti viene in mente. Fallo anche pensando alla fase in cui sei, alla parte positiva del nutrimento che ricevi dalla fase di nutrimento e alla parte positiva dei confini che ti vengono dati dalla fase di controllo.
                    Anna è contenta perché il progetto precedente è terminato bene, è soddisfatta e il cliente anche. Si sono lasciati convinti che se ci sarà qualcos’altro per cui lavorare insieme sarà molto piacevole farlo. (Metallo)
                    È in attesa di partire col nuovo progetto, si sente in fibrillazione e ha grandi aspettative: non vede l’ora! (Acqua)
                  • Cosa mi impedisce di vivere liberamente in questa fase?
                    Qui scrivi tutto quello che ti fa sentire bloccata. Ti può aiutare riflettere su quello che intuitivamente vedi come negativo della fase in cui sei, di quella che ti nutre e di quella che ti blocca.
                    Anna deve ancora mandare la fattura al cliente del progetto precedente: sta aspettando perché vuole controllare un’ultima volta che tutto sia perfetto (Metallo, Terra)
                    Si sente un po’ a disagio perché non ha pianificato esattamente tutte le azioni che dovrà fare nelle prossime settimane: forse dovrebbe comrpare un quaderno nuovo con un calendario, così le sarebbe tutto più chiaro, poi potrà procedere (Terra)
                    Ha paura, come sempre con i nuovi clienti, di non essere all’altezza del compito che le è richiesto

                  Ora che hai analizzato la situazione puoi utilizzare la teoria dei cinque movimenti per capire come fare in modo che la fase che stai vivendo sia più fluida possibile.

                  Parti da ciò che ti blocca e vedi come puoi usare ciò che ti fa sentire bene, insieme alle caratteristiche dei movimenti che hai preso in considerazione per stare ancora meglio:

                  • Come posso agire perché il movimento che mi nutre lo faccia al meglio?
                    Anna ricorda che qualche tempo fa ha partecipato a un progetto che ha molti punti in comune con quello che sta per iniziare, pensa a cos’ha imparato e a tutti gli altri progetti che nel tempo ha concluso. Riprende le recensioni positive e le mail di ringraziamento dei clienti, e si sente un po’ più sicura di sé stessa.
                  • Come posso agire perché il movimento che mi controlla lo faccia al meglio?
                    Anna si rende conto che in questa fase iniziale ha già progettato e pianificato a sufficienza. Per tranquillizzarsi però si segna in agenda una revisione e pianificazione ogni 15 giorni, per non perdersi per strada.

                  Come continuare

                  Nei prossimi articoli ti darò altri spunti teorico-pratici per continuare a osservare i tuoi schemi comportamentali o le situazioni in cui ti senti bloccata. Sto preparando, per l’autunno, un corso online che metterà tutto assieme: se sei interessata/o a lavorare con me su questi temi e vuoi far parte del gruppo che frequenterà la prima edizione scrivimi e io ti inserirò nella lista d’attesa, verrai contattata/o quando sarà attivo!

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