Il dialogo interiore può essere svalutante ma anche protettivo ed energizzante: partiamo dalla teoria dell’analisi transazionale per arrivare a tre metodi per far diventare più gentile – e per questo più efficace – la discussione tra te e te.

Genitori di se stessi

Nello scorso articolo abbiamo parlato di dialogo interno e quindi abbiamo capito che tutti parliamo da soli, anche se non siamo completamente pazzi. Ma cosa ci diciamo quando parliamo da soli? E soprattutto: possiamo fare in modo di avere un dialogo interno che sia piacevole e utile ascoltare?

Riprendo lo schema del GAB, e mi focalizzo sullo stato dell’Io Genitore

Il nostro stato dell’Io Genitore (che siamo noi stessi, quando pensiamo, ci comportiamo o proviamo emozioni copiate dalle nostre figure genitoriali) si divide convenzionalmente in due tipi:
  • il Genitore Normativo (positivo o negativo)
  • il Genitore Affettivo (positivo e negativo)
Il Genitore Normativo è quello che ci dà le regole per proteggerci.
  • Siamo nel Genitore Normativo Negativo quando ci svalutiamo
    sei una stupida!
    Sbagli sempre!
  • Siamo in quello Positivo quando ci diamo regole importanti per noi:
    spegni quella sigaretta, sai che fumare ti fa male! (Il nonno, le scale, ricordi?)

Con il Genitore Affettivo ci prendiamo cura di noi stessi.

  • Siamo nel Genitore Affettivo Positivo quando ci prendiamo cura di noi stessi in modo positivo:
    cerca un’altra strada, vedrai che troverai la soluzione!

    Non è facile correre per 10 minuti consecutivi, ma intanto corri per 2, poi vedi come va, magari domani arrivi a 3: ci vuole costanza,
    va bene essere tristi, piano piano sarà più facile andare avanti.
  • Siamo in quello Negativo quando ci prendiamo cura di noi svalutandoci:
    dai, non ti abbattere, lo sai che non riesci proprio a non essere goffa.
    Su, su, chiedi aiuto a XX, inutile provarci da sola, tanto non sei capace,
    oggi hai corso solo 3 minuti, come pensi di arrivare a 10?
Il dialogo interno che viene da un Genitore Negativo svaluta le tue capacità e le tue possibilità
  • ti impedisce di fare dei cambiamenti
  • ti lascia con la sensazione di essere incapace (è da un genitore negativo che scaturisce la sindrome dell’impostore: ci sarà sempre qualcuno migliore di te, è inutile che ci provi)
  • di solito provoca una contaminazione che limita lo spazio dello stato Adulto, facendoti perdere un po’ di vista la realtà: magari è vero che sei goffa, ma questo non vuol dire che non puoi trovare il modo di fare le cose da sola

Come modificare il dialogo interno?

La risposta è ovviamente molto complessa e differente per ognuno di noi.

Se il dialogo interno svalutante è continuo e ti impedisce di vivere serenamente, valuta di intraprendere un percorso di psicoterapia, per capire da dove viene e come farci pace una volta per tutte.

Nel frattempo e per migliorare la qualità della tua vita, puoi provare a essere gentile con te stessa per trasformare questi genitori negativi in positivi.

Imparare la gentilezza

Io ti descrivo tre modalità, la prima da fare (anche) da soli, la seconda di gruppo e mediata da una guida, la terza prevede una seduta individuale con un/a professionista.

Queste tre modalità sono allenamenti, che potrebbero trasformare il tuo dialogo interno in una conversazione tra Genitori Positivi e Bambini Felici, in cui il tuo Stato dell’Io Adulto potrà ricavare il suo giusto spazio per stare nel presente e vivere il qui e ora.

La meditazione

L’esercizio della meditazione (qualsiasi sia la meditazione che sceglierai) è un grande allenamento alla gentilezza verso se stessi.

Stare del tempo ogni giorno (io ti consiglio un minimo di venti minuti, con l’idea di arrivare ad almeno trenta), in silenzio e compagnia solo di se stessi è la culla ideale per i pensieri e il dialogo interno.

E infatti i pensieri arriveranno, e saranno l’elenco degli impegni della giornata, quello degli impegni dei tuoi figli, la lista della spesa, le cose che non hai mai detto, quelle che invece hai detto anche troppo, i problemi sul lavoro, il tuo ruolo nell’azienda, come la prenderà Piero quando gli racconterò del problema di Federica, ho messo l’allarme? e come mai non suona? quanto mancherà? …

Quello che imparerai a fare è accettare che ormai è successo: hai pensato questo pensiero, ti sei distratta dalla meditazione e devi riportare la tua attenzione dov’era (al tuo corpo, al mantra, al muro). Ma non è mica tutto qui: col tempo accetterai tutto questo senza arrabbiarti, prendendolo come una cosa che ormai è accaduta e non puoi più non far accadere, essere gentile con te stessa che hai fallito e ripartire dall’ultimo punto in cui eri prima di distrarti.

E lo farai ancora e ancora.

E spesso sarà più il tempo che passerai a riportare la tua attenzione alla meditazione di quello che passerai a meditare. E piano piano la gentilezza verso te stessa diventerà compassione, e ti scoprirai a voler bene anche i tuoi difetti e i tuoi piccoli fallimenti.

Starai sempre più nel Genitore Affettivo Positivo, e potrai progredire nel migliorare come persona.

Il self shiatsu

Il self shiatsu è un’attività corporea, di gruppo. Una specie di ginnastica, a tratti simile allo yoga, ad alcune arti marziali e in alcuni momenti addirittura a un gioco.

Ci sarà una persona che ti guida negli esercizi ma la protagonista sei tu, che hai il compito di ascoltare il tuo corpo mentre lavora, e capire cosa vuol dire “piacevole” in ogni esercizio.

La difficoltà qui sta nel non paragonarti ad altri (non entrare nel Genitore Affettivo Negativo per dire a te stessa che no: non ce la farai mai a piegarti come Giuseppina, ma tanto sei sempre stata così), perché lo scopo del self shiatsu non è fare una bella figura, ma sentire la piacevolezza nell’esercizio.

A volte dovrai anche raccontare a un’altra persona quale esercizio ti è piaciuto di più, e accompagnarla nel ripeterlo, ma esattamente come lo fai tu, per farle/gli sentire come si sta in quella posizione.

Qui la gentilezza nell’ascoltare se stessi sta nell’accettare che il modo giusto di fare questo tipo di esercizi è individuale e può essere diverso per ognuno dei partecipanti, e nel darsi l’autorevolezza necessaria a decidere che quando ti piace è giusto.

Dallo stare in ascolto di sensazioni piacevoli, prendendosi del tempo per gustarsele, nascono sensazioni positive, ottimismo, sorrisi. Un dialogo interno che è vai bene così, un Bambino sereno, e un Adulto che trova spazio per stare fermo in ascolto.

Lo shiatsu (o il counselling shiatsu)

In questo caso siamo di fronte a una seduta individuale. Il setting di solito è un futon e due persone (tu, e l’operatrice/operatore) vestite comode.

Lo shiatsu apre alla comunicazione con un’altra persona, un argomento che approfondirò nei prossimi articoli, ma in questo caso ti voglio parlare della gentilezza verso te stessa durante il trattamento.

Durante il trattamento hai la possibilità di rilassarti e permettere al tuo sistema parasimpatico di entrare in azione, rilasciando ormoni come l’ossitocina, che aumentano il rilassamento e la sensazione piacevole.

Il tocco gentile ma presente ti fa sentire protetta e accolta, e tu hai modo di prendere contatto in modo molto profondo con il tuo corpo. In questo caso si attivano le stesse modalità della meditazione riguardo ai pensieri (che vanno accolti e lasciati andare con gentilezza)

Hai la possibilità di lasciar emergere il tuo Stato dell’Io Bambino, che ti riporterà sensazioni ed emozioni di quando eri più piccola, e venivi accudita con amore.

Ed è proprio qui che entra in gioco la gentilezza, che fa sì che la te Adulta di oggi possa accettare quelle emozioni e le possa lasciar fluire, sapendo che sei in un contesto protetto e riservato.

Il dialogo interno si può trasformare da qualcosa del tipo una persona adulta non esprime le sue emozioni in modo così evidente a io ora posso esprimere le mie emozioni, perché ne ho bisogno e questo è il contesto giusto per farlo.

La seduta è un buon allenamento ad energizzare

  • la tua parte Genitore Normativo Positivo, che ti sprona nel fare qualcosa che ti faccia stare bene,
  • quella Genitore Affettivo Positivo, che ti fa capire che prenderti cura di te stessa è proprio una buona idea
  • la tua parte Bambina, che lascia fluire le emozioni e le sensazioni
  • il tuo stato dell’Io Adulto, che ascolta quello che avviene e decide di viversi il momento ascoltando il suo corpo e le sensazioni
Ti lascio con questa osservazione: sai perché il buddha in meditazione è quasi sempre raffigurato sorridente?

Perché, anche il buddha, ogni volta che si accorge di non essere in ascolto di se stesso si fa un sorriso gentile e riprende a meditare.