Noi siamo un insieme di emozioni, pensieri e azioni. L’analisi transazionale ti può aiutare a osservare alcuni dei meccanismi che entrano in gioco quando comunichi, anche con te stessa.

Ti parlo di regole e figure genitoriali, intuitività e spontaneità bambina, e razionalità e consapevolezza adulta. Queste tre forze sono costantemente in dialogo tra loro, ci servono per vivere in società, provare emozioni e saper reagire correttamente agli stimoli del presente.

Anche l’ultima volta che ho preso il treno, prima di scendere le scale per arrivare al binario ho fatto una brevissima pausa e ho tolto le mani dalle tasche. Lo faccio sempre.

Lo faccio in quel modo, con la pausa e tutto, perché nella mia testa sento la voce bassa e un po’ burbera di mio nonno che dice (traduco, che io lo sentivo  in dialetto) “se non togli le mani dalle tasche prima di scendere le scale cadi e ti rompi tutti i denti”. 

E io mica mi voglio rompere tutti i denti, giusto? Quindi tolgo ubbidiente le mani dalle tasche.

Questo è un esempio di dialogo interno tra uno stato dell’Io Genitore e uno stato dell’Io Bambino

Il modello degli stati dell’Io

Berne, il padre dell’AT, ha teorizzato l’esistenza di tre modi di stare al mondo, che tutti noi alterniamo nelle nostre giornate, e li ha chiamati Stati dell’Io.

Ogni stato è caratterizzato da un insieme di comportamenti, pensieri ed emozioni che dipendono da come siamo stati bambini e da come erano le nostre figure genitoriali.

  • Quando ci comportiamo, pensiamo e sentiamo in modo molto simile a quello di quando eravamo bambini siamo nello stato dell’Io Bambino (o nel Bambino). – Io, che mi sento spaventata dalla possibilità di perdere TUTTI i denti e tolgo le mani dalle tasche, ripetendo gesti e provando le stesse emozioni di quando ero bambina.
  • Quando ci comportiamo, pensiamo e sentiamo in un modo copiato da una figura genitoriale (i genitori, i nonni, gli insegnanti, i tutori o qualsiasi altra figura si sia anche momentaneamente presa cura di noi quando eravamo bambini) siamo nello stato dell’Io Genitore. – Io, quando dico a te di togliere le mani dalle tasche per fare le scale, che è pericoloso!
  • Quando ci comportiamo, pensiamo e sentiamo in risposta a quello che ci succede intorno, utilizzando le risorse personali che fanno di noi persone adulte, siamo nello stato dell’Io Adulto. – Io e te, sicuramente in tante altre occasioni

In Analisi transazionale per rappresentare gli stati dell’Io si usa questo schema, che si chiama GAB (Genitore – Adulto – Bambino), o schema di primo ordine.

Ne esiste anche una versione più dettagliata, con molti più G e A e B, che aveva fatto dire a una mia compagna di corso che ascoltare se stessi è come andare a una riunione di condominio: non ne parlo qui perché riguarda una struttura più profonda, su cui si lavora normalmente in psicoterapia.

Durante la giornata passiamo continuamente da uno stato dell’Io a un altro, quasi sempre senza rendercene conto. Per la maggior parte del tempo teoricamente dovremmo restare nell’Adulto, usando la razionalità e le emozioni derivate direttamente dalla realtà quotidiana, lasciando emergere gli altri due Stati quando siamo sottoposti a stimoli specifici che per qualche motivo ci riportano indietro (come me sulle scale, per esempio)

  • Stare nell’Adulto ti serve per tutte le situazioni contingenti, che richiedono razionalità, logica ed emozioni efficaci nel qui e ora 
  • Stare nel Genitore è efficace quando devi spiegare, insegnare o supportare: spiegare al tuo nuovo dipendendente come si compila un report, tenere per mano il tuo bambino mentre cammina per strada, incentivare tua figlia a trovare da sola la dimostrazione al teorema di matematica
  • Saper stare nel Bambino è fondamentale per poter contattare l’intuito, la creatività e la spontaneità, e per reagire automaticamente a regole che ti fanno stare in società: gioire di una coccinella che si posa sulla tua mano, abbracciare forte un amico, chiedere per favore mi passi il sale?

Stati dell’Io e dialogo interno

Il dialogo interno è la comunicazione che avviene tra i tre stati dell’Io, come se potessero parlare tra di loro. 

Nell’esempio del nonno e delle scale, il mio dialogo interno è fatto da 

  • me, che nello stato dell’Io Genitore mi dico anche in modo anche un po’ autoritario di togliere le mani dalle tasche (pensiero), 
  • sempre me, nello stato dell’Io Bambino, che ho paura (emozione) di perdere i denti e di venire rimproverata e senza fiatare libero le mani (azione), 
  • un breve momento di razionalità Adulta in cui sorrido, perché mi rendo conto che se ho ancora tutti i denti probabilmente è grazie a quel burbero di mio nonno. 

Tocca a te: osserva i tuoi stati dell’Io

Ripensa alle ultime 24 ore, ricorda qualche episodio che ti è accaduto e prova a chiederti in che stato dell’Io l’hai vissuto.

Per distinguere l’Adulto dagli altri stati dell’Io puoi tornare alle sensazioni che provavi mentre agivi:

  • L’emozione che hai provato è stata abbastanza intensa? ripensandoci ora ti viene in mente un episodio simile accaduto quando eri una bambina? In questo caso probabilmente eri nello stato dell’Io Bambino
  • Hai usato parole simili a quelle usate dai tuoi genitori o dai tuoi insegnanti? Hai dato delle regole di vita? Hai usato proverbi? Allora è molto probabile che fossi nello stato dell’Io Genitore.

Le contaminazioni

Quando Bambino o Genitore occupano troppa parte della nostra giornata invadono lo spazio dello stato dell’Io Adulto e ci impediscono di vivere nel qui e ora, di utilizzare le nostre risorse personali per goderci la vita così com’è. In questo caso si parla di contaminazioni

Se per la maggior parte del tempo siamo in uno stato contaminato, probabilmente ci troviamo in un momento di difficoltà: un’empasse o un blocco.

Un primo passo verso la soluzione di un blocco di questo tipo è prenderne coscienza, e lo si può fare già con un lavoro personale, usando la tecnica di osservazione che ti ho indicato sopra.

Se il lavoro personale non è sufficiente a sbloccare la situazione, un’opzione può essere il counselling shiatsu, che ti supporta nel prendere contatto con il tuo corpo per riappropiarti del tuo modo di essere Adulta, nel qui e ora, e da quello partire per scoprire o riscoprire le risorse personali e le competenze da mettere a frutto per uscire dal momento di difficoltà, o per capire quali altre possibilità ci sono per farlo.

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