
Sono sicura che conosci quella sensazione di calore, tensione o formicolio alla testa che arriva per esempio quando, magari in riunione, vieni interrotta a metà frase. Qualcuno ti parla sopra, ripetendo ciò che stavi già dicendo o “correggendo” un punto che era già chiarissimo.
In quei momenti le emozioni arrivano dall’area della rabbia: frustrazione, rabbia vera e propria, o senso di impotenza. L’istinto spinge a rispondere attaccando (“ma insomma! mi interrompi sempre!”) o a ritirarsi in silenzio.
Per l’Analisi Transazionale entrambe queste reazioni partono dal Genitore o dal Bambino, non dall’Adulto. E anche se sono naturali e legittime, raramente sono utili.
In questo articolo vedremo come fare (nei limiti del possibile) a restare nell’Adulto in queste situazioni, e lo faremo anche utilizzando l’esperienza, e preparandoci frasi da avere pronte da usare al momento giusto.
Perché è difficile – ma importante – restare in posizione Adulta al lavoro
La posizione Adulta è quella che ci permette di restare presenti, in contatto con noi stesse, rispondendo in modo lucido e proporzionato alla realtà. È anche la posizione che, tra le altre cose, invita le altre persone a fare lo stesso.
In questo caso, la realtà è semplice: stavi parlando tu, dicendo cose sensate e comprensibili, e hai il diritto di finire il discorso.
Mantenere la posizione Adulta, soprattutto come donna in un contesto aggressivo e a prevalenza maschile, richiede attenzione. Sappiamo che è più facile considerare autorevole chi alza di più la voce e che, se una donna è assertiva, può essere accusata di voler primeggiare o “farsi vedere”. Fa parte dello stare nell’Adulto anche riconoscere questi bias e tenerne conto nella risposta.
Come non farsi trovare impreparate
Come si fa a farsi valere senza piegarsi a dinamiche non funzionali? Un modo è avere pronte delle frasi brevi, neutre ma solide che ci ancorano all’Adulto e mostrano la realtà anche all’interlocutore.
Servono a creare uno spazio tra stimolo e risposta, evitano escalation senza farci apparire passive, ci danno il tempo di riflettere, ci mantengono presenti e sul pezzo. E soprattutto, ci tengono fuori dai giochi psicologici.
Nei prossimi paragrafi ti mostrerò alcune frasi già pronte, pensate per contesti lavorativi reali, anche quelli più tesi o dominati da dinamiche poco collaborative. Non sono risposte “buone per tutte le stagioni”, ma strumenti da scegliere e adattare alla tua voce.
Qualche esempio pratico
Quando ci troviamo davanti a interruzioni, correzioni non richieste o commenti paternalistici, non sempre serve una risposta lunga. A volte bastano poche parole per segnare il confine e mantenere la conversazione sul binario giusto.
Ecco alcune formule che puoi adattare al tuo stile:
- In risposta a interruzioni: «Lasciami finire, poi ascolto volentieri il tuo punto.»
- Di fronte a correzioni non richieste: «Interessante. Ti mostro perché l’ho impostato così.»
- A commenti paternalistici: «Ti ringrazio per la preoccupazione, non è necessario.»
- In situazioni di sottovalutazione implicita: «Facciamo così, ti mando i dati così puoi verificare di persona.»
Sono frasi semplici, ma funzionano perché fermano l’interazione problematica senza irrigidire il tono. Ti permettono di proteggere il tuo spazio e mantenere il focus sulla conversazione, non sullo scontro. Ricorda che anche il tono di voce è importante, quindi cerca di mantenere un tono neutro, come sono neutre queste frasi. Mantieni, come dicevamo sopra, lo stato dell’io Adulto.
Per essere più chiara ti faccio un esempio di come la prima frase possa essere formulata diversamente:
- Dallo stato dell’Io Bambino, il tono della voce è lamentoso, l’espressione è triste: “ma perché mi interrompi sempre? Se mi lasci finire poi puoi parlare tu”
- Dallo stato dell’Io Genitore, il tono della voce è alto, stizzito, l’espressione è arrabbiata: “Smettila di interrompermi! Prima parlo io, poi parli tu”
Ci sono condizioni in cui queste frasi pronte possono provenire da stati dell’Io diversi dall’Adulto? In un certo senso, sì. Possiamo provare e mostrare rabbia anche dallo stato dell’Io Adulto, soprattutto quando siamo di fronte a mancanza di rispetto o a una violazione evidente delle regole di convivenza. In questi casi, usare una frase più secca e diretta – che può richiamare l’energia del Genitore – non significa “uscire dall’Adulto”, ma scegliere consapevolmente di dare uno stimolo forte. A volte serve per interrompere il flusso della conversazione e riportare l’altra persona a un livello più lucido.
- In risposta a una frase offensiva, sessista o estremamente svalutante: «Ma come ti viene in mente di poter dire una cosa simile?
Il ruolo del silenzio e dell’ironia
A volte, soprattutto in casi eclatanti, puoi sostituire una risposta con un silenzio e una lunga occhiata ferma, oppure una bella risata sonora.
Sono strategie che non hanno bisogno di parole perché lasciano già un segno chiaro: interrompono il gioco comunicativo dell’altra persona e ribaltano la scena, mostrando che non sei intimidita né disposta a entrare nella provocazione. Fanno arrivare il messaggio in modo diretto ed efficace, ma richiedono che tu ti senta davvero a tuo agio nell’usarle. Non forzarti se non è nelle tue corde, perché solo così avranno la forza che serve.
Attenzione ai bias
Il silenzio può essere letto come “sottomissione”, la risata come “isteria” o “sarcasmo”, soprattutto quando arriva da una donna. Per questo è utile rientrare subito sui contenuti con un’àncora:
- dopo il silenzio: “riprendo da dove ero rimasta.”
- dopo l’ironia: “torno al punto operativo.”
quando c’è una mancanza di rispetto evidente, una frase secca può interrompere il flusso e richiamare l’altra persona alla realtà:
- “come ti viene in mente di dire una cosa simile?”a cui segui subito con l’àncora: “torniamo all’ordine del giorno.”
Come creare le tue frasi
È fondamentale che tu senta “tue” le frasi che userai in questi contesti complicati: devono suonarti naturali, così che possano emergere senza sforzo quando serve.
Le caratteristiche da rispettare sono:
- essere brevi, rispettose, centrate sui fatti e non sulla persona
- le frasi devono essere formulate in prima persona, per non cadere nella difensiva (devono descrivere un’azione o un’emozione tua)
Puoi partire da situazioni reali. Sai quando ti capita qualcosa e, a posteriori, pensi “avrei potuto dire…”? Quella è già una frase buona in potenza. Prendila, rivedila seguendo le regole qui sopra e prova a immaginarti mentre la pronunci. Chiediti: viene dall’Adulto? Se no, riformulala finché non suona centrata, tua, pronta per il momento in cui servirà davvero.
Allenati
Per essere davvero preparata ti consiglio di fare quello che facciamo spesso anche durante i miei corsi: il role play. Chiedi a una collega fidata, a un’amica di farti da provocatrice e allenati a risponderle con tono calmo e fermo. Chiedile come si sente, e ascolta anche le tue sensazioni.
Invertite i ruoli, così sperimenti come ci si sente a ricevere la tua risposta, e confermi che la sensazione sia quella che vuoi provocare. Ovviamente non c’è nessuna garanzia che funzioni, ma sicuramente tu sarai più preparata e sicura di te quando ti capiterà di doverla usare.
Vuoi allenarti ancora di più?
Queste frasi pronte sono strumenti potenti, ma fanno parte di un tema più ampio: quello dei confini. Imparare a riconoscerli, affermarli e rispettarli è la base per relazioni lavorative sane e collaborative.
Se vuoi approfondire, ho creato un corso gratuito online dedicato proprio ai confini: troverai esempi concreti, esercizi guidati e spunti pratici per portare più chiarezza e solidità nelle tue interazioni quotidiane. Puoi iscriverti qui: https://monjadariva.it/confini
E se vuoi leggere qualcosa che ti dia grinta, ti consiglio il libro “Stai zitta!” di Michela Murgia, che contiene tanti esempi di frasi che ci sentiamo dire, perché sono sbagliate, e come potremmo rispondere per neutralizzarle.
In chiusura
Non esiste la risposta perfetta, valida sempre. Esiste però la tua voce, allenata e consapevole, capace di farti restare nell’Adulto anche quando la tensione sale. Ogni volta che pronunci una frase di questo tipo, stai scegliendo di proteggere il tuo spazio e, allo stesso tempo, di invitare l’altra persona a un livello più rispettoso e autentico di dialogo.
E questa è forse la vera potenza di queste frasi, che diventano quasi dei talismani: non solo ti difendono, ma aprono possibilità nuove di comunicazione.
Se le trovi e le provi, mi fai sapere come va?